Boscimani

 
 

La loro dimora è la vasta distesa del deserto del Kalahari.

I Boscimani sono suddivisi in diverse tribù, ognuna delle quali ha un nome proprio. Anche se vengono genericamente chiamati ‘Boscimani’ oppure ‘San’ o ‘Basarwa’ (in Botswana), non esiste un nome collettivo e unanimemente accettato che li rappresenti tutti. La maggior parte degli appellativi che conosciamo sono stati imposti loro dall’esterno e hanno un’accezione spregiativa; oggi, tuttavia, molte comunità accettano e utilizzano il nome “Boscimani” che deriva dalla traduzione inglese della parola olandese/afrikans “Bosjemans” o “Bossiesmans”, ovvero “banditi” e “fuorilegge”. Le tribù parlano lingue diverse ma sono tutte accomunate dall’uso di suoni detti ‘click’ che, nella lingua scritta, vengono rappresentati da simboli come ! oppure /. Circa 50.000 Boscimani vivono in Botswana, 32.000 in Namibia, 4.350 in Sudafrica (di cui circa 4.000 immigrati da Namibia e Angola), 2.500 in Zimbabwe, 1,200 in Angola e 300 in Zambia.

Come vivono?

I Boscimani sono cacciatori-raccoglitori. Grazie alla loro grande abilità, sono riusciti a sopravvivere nel deserto per migliaia di anni, in modo autosufficiente. Pur cacciando (soprattutto varie specie di antilope), la loro dieta quotidiana è sempre stata costituita principalmente da frutta, noci e radici. Le loro abitazioni temporanee sono costruite con gli arbusti raccolti nel deserto. Oggi, molti dei Boscimani che sono stati obbligati con la forza ad abbandonare le loro terre vivono in insediamenti situati in zone inadatte alla caccia o alla raccolta e, pertanto, sono costretti a sopravvivere di agricoltura o lavorando come braccianti nelle fattorie altrui.

Quali problemi devono affrontare?

Circa 1500 anni fa, le terre dei Boscimani cominciarono ad essere invase dalle tribù dei pastori Bantu, gli agricoltori sedentari provenienti dall’Africa orientale. Negli ultimi tre secoli, si sono aggiunti progressivamente anche i colonizzatori bianchi (prima i Boeri e poi i Britannici). Da allora, hanno continuato a subite discriminazioni, deportazioni e omicidi, senza soluzione di continuità. Le persecuzioni hanno portato a un vero e proprio genocidio di massa, sebbene taciuto, che ha ridotto i Boscimani da milioni che erano a sole 100.000 persone. Oggi, i loro problemi variano secondo i luoghi in cui vivono; tutti i Boscimani indistintamente, però, sono vittime del razzismo. La percezione comune, infatti, è quella che il loro stile di vita sia “primitivo” e che debbano pertanto accettare di vivere in modo diverso. In generale, non sono adeguatamente rappresentati dagli organi politici nazionali e locali, e vengono esclusi dai processi decisionali che li riguardano.

Gli sfratti Insieme ai loro vicini, i Bakgalagadi, le tribù Gana (G//ana), Gwi (G/wi) e Tsila della Central Kalahari Game Reserve (CKGR), in Botswana, sono tra i gruppi più perseguitati. Agli inizi degli anni ‘80, all’interno della riserva vennero scoperti i diamanti e nel 1986 le autorità governative cominciarono a intimidire i Boscimani cercando di costringerli ad andarsene. Nel 1997 vennero effettuate le prime deportazioni, conclusasi definitivamente nel corso di due operazioni di sgombro successive, avvenute nel 2002 e nel 2005. Le case dei Boscimani vennero distrutte, le loro scuole e i loro dispensari sanitari furono chiusi, i loro pozzi per l’acqua smantellati e cementati, le loro riserve d’acqua rovesciate nel deserto, e i loro diritti alla caccia e alla raccolta di sussistenza revocati e dichiarati illegali. Oggi, i Boscimani vivono in squallidi campi di reinsediamento appositamente costruiti dal Governo fuori dalla CKGR. Raramente in condizione di poter cacciare, vengono arrestati e picchiati ogni volta che sono sorpresi a farlo; molti di loro sono anche stati brutalmente torturati. Le famiglie dipendono dalle misere razioni di cibo del governo e ovunque si stanno diffondendo alcolismo, noia, depressione e malattie come la tubercolosi e l’HIV/AIDS.

Il caso giudiziario

Nel 2002 i Boscimani decisero di trascinare il governo in tribunale per averli sfrattati illegalmente dalle loro terre ma, per vizi di forma, il processo iniziò solo nel 2004 presso l’Alta Corte di Lobatse (una città a sud della capitale Gaborone). Nonostante fosse stato intentato dai suoi cittadini più poveri, il processo sarebbe presto divenuto il più lungo e costoso della storia del paese. I Boscimani adulti che avevano inizialmente intentato causa erano 239 ma altri 135 chiesero successivamente di essere aggiunti all’elenco degli attori. Comprendendo i loro figli, le persone rappresentate nel processo erano oltre 1000. Mentre il caso continuava a svolgersi tra rinvii ritardi ingiustificati, molti Boscimani cercarono di tornare a casa, nella riserva. La maggior parte di loro fu sfrattata nuovamente, in alcuni casi per ben tre volte. Contemporaneamente, veniva cancellata dalla Costituzione del Botswana una clausola chiave che proteggeva i loro diritti territoriali. Il verdetto arrivò il 13 dicembre 2006. Contrariamente alla pubbliche aspettative, i giudici sentenziarono a favore dei Boscimani dichiarando ”illegale e incostituzionale” la sfratto dei Boscimani dalla CKGR. Oltre che a confermare il diritto dei Boscimani a vivere all’interno delle terre ancestrali, i giudici stabilirono anche che i Boscimani avevano il diritto di cacciare e raccogliere liberamente all’interno delle loro terre, e di vivervi, se lo desideravano, senza bisogno di richiedere speciali permessi di ingresso [clicca qui per ulteriori dettagli sulla sentenza ].

Nonostante il Governo abbia subito rinunciato a ricorrere in appello, da allora non ha mai smesso di fare tutto quando in suo potere per rendere impossibile i ritorno a casa dei Boscimani. In particolare ha:

  • Impedito ai Boscimani di utilizzare i pozzi dell’acqua;
  • Rifiutato di rilasciare permessi di caccia all’interno delle loro terre;
  • Arrestato oltre 50 Boscimani con l’accusa di aver cacciato per sfamare le proprie famiglie e torturato molti di loro;
  • Impedito ai Boscimani di portare con se le piccole greggi i capre rimosse dai guardaparco all’epoca degli sfratti.

L’attuale politica del governo è chiaramente quella di intimidire e terrorizzare i Boscimani per costringerli a restare nei campi di reinsediamento, e di rendere praticamente impossibile la loro sopravvivenza all’interno della Riserva.
A meno che non venga concesso ai Boscimani di ritornare nelle terre ancestrali, lo stile di vita e la cultura unica di questo popolo verranno distrutti e molti altri moriranno.

I diamanti

I Boscimani, Survival e moltissimi osservatori internazionali indipendenti ritengono che la causa degli sfratti dei Boscimani siano i diamanti. Le terre ancestrali dei Boscimani si trovano nel cuore della zona diamantifera più ricca del mondo. Si sa con certezza che esiste almeno un grande deposito di diamanti presso la comunità boscimane di Gope. Ma nella riserva sono già stati individuati molti altri giacimenti di kimberlite (la roccia vulcanica al cui interno di trovano i diamanti). Nel maggio 2007, la De Beers ha venduto il giacimento di Gope alla compagnia Gem Diamonds per 34 milioni di dollari. Secondo il direttore generale della Gem Diamonds, la campagna a sostegno dei Boscimani aveva reso il deposito troppo problematico per la De Beers.

Gem Diamonds ha affermato pubblicamente che il giacimento contiene oltre 2,2 miliardi di dollari di diamanti (ai prezzi 2007) e che le estrazioni avverranno non appena le condizioni economiche saranno favorevoli.

Il governo del Botswana è in fase di approvazione della miniera ma ha già dichiarato che alla compagnia non sarà consentito fornire acqua ai Boscimani. Il governo si è anche già riservato il diritto di utilizzare i pozzi dell’acqua scavati dalla Gem Diamonds per abbeverare la fauna selvatica. Secondo la Gem, i Boscimani sarebbero favorevoli alla miniera ma le comunità non hanno avuto nessuna consulenza indipendente sull’impatto delle attività minerarie.

Nel caso dei Boscimani sono coinvolte altre compagnie. La Petra Diamonds sta esplorando tutta la riserva del Kalahari e ha identificato Gope e Kukama come aree di prioritario interesse.

Il Botswana è il più grande produttore di diamanti del mondo. Il 35% del suo PIL proviene dallo sfruttamento dei diamanti. Le sue miniere sono controllate da una società di nome Debswana, di proprietà del governo per un 50% e della De Beers per il restante 50.

Cosa sta facendo Survival?

Survival si batte da sempre per il rispetto dei diritti umani e territoriali di tutti i Boscimani dell’Africa meridionale. In particolare, da anni conduce la campagna internazionale per il riconoscimento dei diritti territoriali dei Boscimani Gana e Gwi del Botswana e per il loro diritto di decidere autonomamente del proprio stile di vita. Survival li ha anche aiutati a portare il loro caso in tribunale e continuerà ad assisterli fino a quando il governo del Botswana non avrà rispettato tutte le ordinanze emesse dai giudici in loro favore.

Passa all’azione!

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Richiedi il DVD sul processo giudiziario dei Boscimani e fallo circolare tra parenti, amici, scuole e biblioteche.

Ulteriori informazioni:

I Boscimani non sono per sempre (PDF, in italiano, 15 pp, ultimo aggiornamento agosto 2005)
I Boscimani di Gope (solo in inglese)
Il processo Kimberley