Tribù incontattate minacciate dalle dighe

"La tribù dei Pirahã è una di quelle colpite dalle dighe in costruzione sul fiume Madeira."
"La tribù dei Pirahã è una di quelle colpite dalle dighe in costruzione sul fiume Madeira."
© Clive W. Dennis/Survival

Una grave minaccia incombe su numerosi gruppi di Indiani incontattati dell’Amazzonia brasiliana. Due grandi complessi idroelettrici – la diga Santo Antônio e la diga Jirau – sono infatti in costruzione sul fiume Madeira, proprio nei pressi del territorio abitato dalle tribù isolate, del tutto ignare della devastazione che interesserà gran parte della loro terra.

La presenza di Indiani incontattati che vivono e cacciano nell’area è stata confermata anche da una recente spedizione del FUNAI il dipartimento agli affari indigeni del governo brasiliano.

Sono almeno quattro le tribù di Indiani isolati nell’area coinvolta dal progetto delle dighe: due sono conosciute con il nome di Mujica Nava mentre gli altri sono i gruppi ancora incontattati dei Jacareuba/Katawixi.

La costruzione di nuove strade e la massiccia immigrazione veicolate dal progetto porteranno a una rapida distruzione della foresta indigena.

Con l’ingresso di estranei nell’area arriveranno anche malattie come l’influenza e il morbillo verso cui gli Indiani hanno scarse difese immunitarie. Come spesso accaduto nel passato, il contatto potrebbe risultare fatale per gran parte dei membri delle tribù.

Il rapporto del FUNAI riferisce che il rumore provocato dai lavori di costruzione della diga ha probabilmente già spinto alcuni degli Indiani incontattati a lasciare la loro terra e a muoversi verso un territorio dove operano illegalmente numerosi cercatori d’oro e dove sono molto diffuse malaria ed epatite.

Oltre a minacciare gli Indiani isolati, le dighe danneggeranno molti altri popoli indigeni che vivono nell’area e che non sono stati adeguatamente consultati prima dell’inizio dei lavori. Domingos Parintintin, della tribù dei Parintintin, ha dichiarato: “La nostra terra è ancora inviolata. Ci auguriamo che questo progetto si fermi perché saranno i nostri figli a soffrirne. Non ci saranno pesce o selvaggina a sufficienza per tutti”.

A costruire la diga Jirau è la compagnia francese GDF Suez, che è in parte di proprietà del governo francese. Una coalizione di Ong tra cui Survival, Kaninde, Amici della Terra-Amazônia Brasileira, International Rivers e Amazon Watch ha protestato presso le autorità brasiliane e la GDF Suez e ha chiesto che sia fermata la costruzione delle dighe.

Durante l’assemblea generale annuale della compagnia, un’azionista della GDF Suez ha posto al presidente della compagnia Gérard Mestrallet alcune domande sulle popolazioni di Indiani isolati che vivono nei pressi della diga Jirau. Mestrallet ha precisato che il Presidente Lula appoggia la diga e che “ se c’è qualcuno che sa cosa è bene per la popolazione brasiliana e allo stesso tempo può pensare alla salvaguardia degli Indiani locali, questi è certamente il Presidente Lula”.

Ma dopo le recenti dichiarazioni di Lula sulla diga Belo Monte sul fiume Xingu, che il presidente sostiene andrà avanti nonostante la massiccia opposizione, Megaron Txucarramãe, portavoce degli indigeni Kayapó, ha dichiarato che “Lula ha dimostrato di essere il nemico numero uno degli Indiani”.

“La costruzione delle dighe Santo Antônio e Jirau deve essere sospesa” ha commentato il direttore generale di Survival International Stephen Corry. “Se non sarà così, molti Indiani vedranno le loro terre invase e le loro risorse naturali saccheggiate. Gruppi isolati potrebbero essere decimati o addirittura spazzati via. E il governo brasiliano sarà ritenuto responsabile di tale tragedia.”

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