A rischio d’estinzione per malattie e perdita della terra
Nelle regioni più remote della foresta pluviale amazzonica brasiliana vivono tribù che non hanno alcun contatto con il mondo esterno.
Allevatori di bestiame e tagliatori illegali di legna stanno invadendo la loro terra portando con sè malattie letali. Se tutto questo non avrà fine, non sopravviveranno.
![]() |
| Indiani incontattati in Brasile individuati dall’alto durante una spedizione governativa, maggio 2008. © Gleison Miranda//FUNAI |
Nell’Amazzonia brasiliana abitano più tribù incontattate che in qualunque altra regione del mondo. Stando alle stime del dipartimento governativo agli affari indigeni, il FUNAI, i gruppi isolati potrebbero essere addirittura 70.
La loro decisione di non stabilire contatti con le altre tribù e gli esterni è quasi certamente il risultato dei disastrosi rapporti precedenti e del reiterarsi delle invasioni e della distruzione della loro foresta.
Per esempio, i gruppi incontattati che vivono nello stato di Acre sono probabilmente i sopravvissuti all’epoca del boom del caucciù, durante la quale molti Indiani furono ridotti in schiavitù.
È probabile che i sopravvissuti siano fuggiti risalendo i fiumi. I ricordi delle atrocità commesse contro i loro antenati potrebbero essere ancora molto forti.
Quel che si sa di questi popoli è molto poco. Ma sappiamo con certezza che vogliono rimanere isolati: rispondono agli esterni e agli aerei che li sorvolavano scoccando contro di loro delle frecce o nascondendosi nel folto della foresta.
![]() |
| Immagine di Indiani isolati brasiliani scattata da un aereo, maggio 2008. © Gleison Miranda/FUNAI |
Alcuni, come gli Awá, sono cacciatori raccoglitori nomadi. Si spostano costantemente e sono in grado di costruire una casa in poche ore per poi abbandonarla dopo qualche giorno.
Altri sono più sedentari e vivono in case comunitarie. Coltivano manioca e altre piante nelle radure ricavate nella foresta e praticano caccia e pesca.
Nello stato di Acre potrebbero esserci fino a 600 Indiani appartenenti a quattro differenti gruppi. Vivono in relativa tranquillità in numerosi territori demarcati, rimasti in gran parte intatti.
Gli Indiani isolati del territorio di Massacó, in Rondônia, potrebbero essere circa 300.
![]() |
| Indiani incontattati, Brasile. © Gleison Miranda/FUNAI |
Utilizzano archi e frecce molto grandi – è stato trovato un arco di oltre 4 metri – molto simili per stile e dimensione a quelli della tribù dei Sirionó che vive nella confinante Bolivia.
Amano certamente mangiare tartarughe perché in alcuni campi abbandonati sono stati trovati tumuli di gusci.
Tuttavia, altri gruppi incontattati sono giunti al limite dell’estinzione e non contano più di una manciata di individui.
Questi piccoli gruppi dispersi vivono principalmente negli stati di Rondônia, Mato Grosso e Maranhão e sono i sopravvissuti ai brutali furti di terra compiuti da compagnie del legname, allevatori e altri invasori, che hanno preso di mira e assassinato molti dei loro famigliari.
Oggi, c’è chi dà ancora loro la caccia, deliberatamente, e le foreste in cui abitano vengono distrutte rapidamente.

Una grave minaccia viene dai progetti di costruzione di una gigantesca diga e di una strada, come previsto dal “programma di crescita accelerata” (PAC) del governo.
Le dighe di Jirau e Santo Antonio costruite sul fiume Madeira sono molto vicine a diversi gruppi di Indiani isolati.
Secondo un recente rapporto alcuni di loro starebbero abbandonando la propria terra a causa del rumore e dell’inquinamento prodotti dai cantieri di costruzione.
Le tribù isolate sono tutte estremamente vulnerabili a malattie come l’influenza o il comune raffreddore trasmessi dagli esterni, contro cui non hanno difese immunitarie: il rischio di ammalarsi costituisce per loro un buon motivo per evitare il contatto.
Malgrado questo cupo scenario, si possono raccontare sorprendenti storie di sopravvivenza. Karapiru, un uomo Awá, è sopravvissuto all’attacco di alcuni uomini armati e ha vissuto da solo per dieci anni, nascosto nel folto della foresta. Poi, un giorno, ha finalmente deciso di stabilire un contatto con alcuni coloni e oggi vive con altri Awá.
I popoli incontattati del Brasile devono essere protetti e i loro diritti alla terra riconosciuti prima che loro e le foreste da cui dipende la loro sopravvivenza siano cancellati per sempre.
Il tuo sostegno è vitale per la loro sopravvivenza.