Camerun: WWF complice di abusi perpetrati contro i popoli tribali

© Selcen Kucukustel/Atlas

AGGIORNAMENTO 16 ottobre: il WWF ha risposto alla campagna di Survival con rabbia. Leggi i fatti dietro i titoli dei giornali.

Survival International, il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, denuncia gravi abusi nei confronti dei “Pigmei” Baka nel Camerun sudorientale per mano di squadre anti-bracconaggio sostenute e finanziate dal WWF (Fondo mondiale per la natura).

I Baka vengono allontanati illegalmente dalle loro terre ancestrali nel nome della “conservazione” perché gran parte del loro territorio è stato convertito in aree protette, che includono anche alcune zone destinate ai safari di caccia.

Anziché occuparsi dei potenti che reggono le fila del bracconaggio organizzato, i guardaparco e i soldati perseguitano i Baka, che cacciano solamente per sfamare le loro famiglie.

Ascolta la testimonianza di alcuni Baka sugli abusi inflitti loro dalle squadre anti-bracconaggio sostenute dal WWF:


Violenze sui Baka nel nome della conservazioneNel Camerun sudorientale, molti Baka vengono sfrattati illegalmente dalle loro terre ancestrali nel nome della “conservazione”.

Sono accusati di bracconaggio perché cacciano per mangiare.

Subiscono arresti e pestaggi, torture e morte per mano di squadre anti-bracconaggio sostenute dal WWF.

Molti Baka (come la donna che parla nel video) si riferiscono alle squadre anti-bracconaggio con il termine di “dobi-dobi” (WWF), poiché non fanno distinzioni tra il WWF e il Ministero camerunense alle Foreste e alla Fauna.

I Baka e i loro vicini, accusati di bracconaggio, subiscono arresti, pestaggi e torture. Molti Baka raccontano di amici e parenti morti a causa delle percosse.

Il Ministro delle Foreste e della Fauna del Camerun, che recluta i funzionari forestali, è finanziato dal WWF. Il WWF, inoltre, fornisce alle guardie assistenza tecnica, logistica e materiale. Senza questo sostegno, le squadre anti-bracconaggio non potrebbero operare.

Gli standard delle Nazioni Unite impongono a qualsiasi azienda di impedire o mitigare l’eventuale “impatto negativo sui diritti umani collegato alle sue operazioni”, anche se non vi ha contribuito; nonostante il ruolo cruciale che gioca nell’industria della conservazione, il WWF sembra però restio a riconoscere le proprie responsabilità. Sebbene le prove dimostrino che le squadre anti-bracconaggio abbiano violato gravemente i diritti dei Baka, il WWF continua a fornire il suo determinante sostegno.

A causa della perdita della loro terra e delle sue risorse, molti Baka denunciano un grave peggioramento del loro stato di salute e un aumento di malattie come la malaria e l’HIV/AIDS. Inoltre, hanno paura ad andare nella foresta, che per innumerevoli generazioni ha fornito loro tutto ciò di cui avevano bisogno.

"Oggi i Baka hanno paura ad andare nella foresta che ha sempre fornito loro tutto ciò di cui avevano bisogno."
"Oggi i Baka hanno paura ad andare nella foresta che ha sempre fornito loro tutto ciò di cui avevano bisogno."

© Survival International

“Un tempo, la foresta era per i Baka, ora non lo è più. Ci muovevamo nella foresta secondo i cicli stagionali, ma adesso abbiamo paura” ha spiegato a Survival un uomo Baka. “Come possono proibirci di andare nella foresta? Non sappiamo come vivere diversamente. Ci picchiano, ci uccidono e ci costringono a fuggire in Congo.”

“I popoli indigeni sono i migliori conservazionisti e custodi del mondo naturale. Conoscono le loro terre e ciò che accade su di esse meglio di chiunque altro” ha dichiarato il Direttore generale di Survival, Stephen Corry. “Se vogliamo che la conservazione funzioni, le organizzazioni conservazioniste come il WWF devono rispettare la legge internazionale, proteggere i diritti dei popoli indigeni sulle loro terre, chiedere a loro qual è il tipo di aiuto di cui hanno bisogno per proteggere l’ambiente, ascoltarli ed essere poi pronti a sostenerli il più possibile. In tema di conservazione, è necessario un radicale cambiamento di mentalità."

Note ai redattori:

- “Pigmei” è un termine collettivo usato per indicare diversi popoli cacciatori-raccoglitori del bacino del Congo e di altre regioni dell’Africa centrale. Il termine è considerato dispregiativo e quindi evitato da alcuni indigeni, ma allo stesso tempo viene utilizzato da altri come il nome più facile e conveniente per riferirsi a se stessi. Altre informazioni sull’argomento a questo indirizzo: www.survival.it/chisiamo/terminologia

- Survival ha presentato un’interrogazione alla Commissione Nazionale del Camerun per i Diritti Umani e le Libertà sollecitando un’indagine su queste violazioni.

- Molti Baka (come la donna che parla nel video) si riferiscono alle squadre anti-bracconaggio con il termine di “dobi-dobi” (WWF), poiché non fanno distinzioni tra il WWF e il Ministero camerunense alle Foreste e alla Fauna.

- Visita la nuova pagina del sito di Survival Parks need peoples per conoscere altri casi di popoli indigeni sfrattati dalle loro terre ancestrali nel nome della “conservazione”.