Attualmente, Survival lavora con gli Mbororo del Camerun, che contano circa 1,85 milioni di persone, delle quali 120.000 /130.000 vivono nelle praterie dell’altopiano Bamenda, nella Provincia nord-occidentale.
Come vivono?
A differenza di gran parte dei Fulani, gli Mbororo hanno mantenuto il loro stile di vita pastorale. Agli inizi del XIX secolo si trasferirono dall’attuale Nigeria al Camerun nord-occidentale, dove c’era abbondanza di terre; andavano a pascolare il bestiame tra le montagne e le praterie e vivevano accanto agli agricoltori, con cui non c’erano conflitti.
Gli Mbororo sono molto orgogliosi della loro identità, e si tramandano un codice di comportamento (pulaaku) che insegna loro l’indipendenza, la discrezione e l’autocontrollo. Nell’ultimo secolo si sono convertiti all’Islam.
Sebbene in passato si siano tenuti lontano dagli altri popoli, oggi gli Mbororo vivono un periodo di trasformazione profonda: molti di loro desiderano mandare i figli a scuola, e vorrebbero dedicarsi anche all’agricoltura.
Nel 1992 gli Mbororo hanno fondato l’organizzazione MBOSCUDA per difendere i loro diritti sociali e culturali.
Quali problemi devono affrontare?
Il numero dei coloni presenti nelle terre degli Mbororo è in continuo aumento; inoltre, con lo sviluppo dell’agricoltura intensiva e dell’allevamento su vasta scala, i conflitti per la terra tra pastori e agricoltori si sono progressivamente intensificati.
Le politiche governative tendono ad emarginare lo stile di vita pastorale, mentre gli Mbororo della Provincia nord-occidentale sono perseguitati da un potente allevatore e uomo politico che mira a conquistare il controllo delle loro terre.
In cosa consiste la campagna di Survival?
Survival sostiene il diritto degli Mbororo a possedere le loro terre da pascolo e a decidere autonomamente del loro futuro. Dal 1995 al 1999, Survival ha inoltrato proteste formali contro l’incarcerazione arbitraria di alcuni leader mbororo, ottenendone il rilascio.
Survival continua a battersi anche contro la campagna del terrore scatenata contro questo popolo.