“Colpevole!” Il governo britannico condanna Vedanta Resources

"Il governo inglese ha condannato il trattamento riservato dalla Vedanta ai Dongria Kondh."
"Il governo inglese ha condannato il trattamento riservato dalla Vedanta ai Dongria Kondh."

© Survival

Dopo nove mesi di indagini, il governo britannico ha condannato oggi la società Vedanta Resources per il comportamento tenuto nei confronti della tribù dei Dongria Kondh a Orissa, in India.

L’umiliante sentenza arriva in risposta al ricorso depositato da Survival International presso il Punto di contatto nazionale britannico dell’OCSE, l’Organizzazione internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Dopo aver accolto la richiesta di Survival, il governo ha giudicato Vedanta secondo le Linee guida dell’OCSE – che definiscono i principi fondamentali per la condotta etica delle compagnie occidentali.
La sentenza contro Vedanta, che è una delle 100 società più capitalizzate quotate allo Stock Exchange di Londra (FTSE-100), non ha precedenti nella storia delle relazioni tra il governo britannico e le più importanti aziende della nazione. “Vedanta non ha rispettato i diritti dei Dongria Kondh” ha dichiarato il governo, “non ha considerato l’impatto della costruzione della miniera sui diritti della tribù”; e “ha mancato di attivare adeguati e tempestivi meccanismi di consultazione […]. È “essenziale” “un cambio d’atteggiamento da parte della compagnia”.

Nonostante le ripetute richieste, “durante l’indagine [la Vedanta] non ha fornito prove” ha specificato il governo britannico. Si tratta di un atteggiamento sconcertante perché mai prima d’ora una società si era rifiutata di collaborare a un’investigazione OCSE.

Durante una precedente intervista, la celebre scrittrice Arundhati Roy aveva dichiarato: “Se permetteremo a Vedanta di estrarre bauxite dalle colline di Niyamgiri, verrà devastato un intero ecosistema, e saranno distrutte non solo le comunità dei Dongria Kondh ma anche tutti coloro i cui mezzi di sussistenza dipendono da tale ecosistema”.

Il parlamentare britannico Martin Horwood, presidente del gruppo parlamentare bipartisan per i popoli indigeni (All-Party Group for Tribal Peoples) ha commentato: “Sono compiaciuto che il governo abbia emesso una sentenza di condanna sul caso Vedanta. La sentenza costituisce un’altra potente dimostrazione che la compagnia deve cambiare in modo radicale il suo modo di operare”.

“Siamo molto felici che il governo britannico abbia finalmente preso posizione su questa vicenda” ha aggiunto Stephen Corry, direttore generale di Survival.“L’estrazione della bauxite da Niyamgiri è già diventato uno dei progetti minerari più famigerati al mondo. La Vedanta non si è nemmeno preoccupata di informare i Dongria Kondh dei suoi propositi di trasformare la loro montagna sacra in una gigantesca miniera a cielo aperto; eppure, i Dongria hanno il diritto di dare – o negare!– il loro consenso. Al di là di qualsiasi altra considerazione, si tratta di un progetto destinato ad avere un terribile, drammatico impatto sulle loro vite.”

Per Vedanta e il suo proprietario di maggioranza, il miliardario Anil Agarwal, è il terzo grande smacco pubblico in soli cinque mesi. In giugno, non appena alcuni manifestanti riuscirono a portare all’attenzione della giuria alcuni dettagli del suo progetto minerario, la compagnia si vide ritirare all’ultimo momento un importante premio ambientale. Mentre in agosto, il Ministro indiano all’Ambiente ha ammesso che il progetto non avrebbe mai dovuto essere approvato.

Il sito che Vedanta voleva trasformare in miniera è sacro al popolo dei Kondh che per mesi e a centinaia, hanno organizzato e mantenuto blocchi contro la miniera. In aprile, Survival aveva pubblicato “Mine: story of a sacred mountain” un documentario-denuncia a sostegno della battaglia dei Dongria, disponibile in inglese all’indirizzo: http://www.survival.it/films/mine.

Leggi il testo integrale della decisione del governo.

Per il testo integrale del ricorso presentato da Survival al Punto di Contatto nazionale dell’OCSE (Department for Business, enterprise, and regulatory reform – DBERR), clicca qui.

Per ulteriori informazioni:
Francesca Casella – 02 8900671 – ufficiostampa@survival.it
Oppure Miriam Ross: Tel 0044 207 6878734
E-mail: mr@survival-international.org