Mondiali: Guarani protesta durante la cerimonia di apertura 16 giugno 2014

Durante la cerimonia di apertura della Coppa del Mondo, un ragazzo Guarani ha sventolato uno striscione su cui si legge 'Demarcazione subito!'
Durante la cerimonia di apertura della Coppa del Mondo, un ragazzo Guarani ha sventolato uno striscione su cui si legge 'Demarcazione subito!'

© Luiz Pires/CGY

Uno dei tre ragazzi brasiliani che durante la cerimonia di apertura della Coppa del Mondo hanno liberato le colombe bianche ha approfittato dell’occasione per chiedere il riconoscimento dei diritti territoriali indigeni; la FIFA, però, ha censurato la sua protesta.

Appena dopo aver liberato una colomba bianca, Jeguaká Mirim, un ragazzo Guarani, ha mostrato uno striscione rosso su cui si leggeva “Demarcazione subito!”. La sua coraggiosa protesta, però, non è stata trasmessa perché le telecamere televisive hanno prontamente cambiato inquadratura.

Il padre di Jeguaká, lo scrittore guarani Olívio Jekupe, ha affermato che l’atto “ ha dimostrato al mondo che non siamo immobili… Mio figlio ha denunciato al mondo quello di cui abbiamo davvero bisogno: la demarcazione delle nostre terre.”

I Guarani sono la tribù più numerosa del Brasile e vivono in cinque stati. Gran parte del loro territorio ancestrale gli è stato rubato per far spazio ad allevamenti di bestiame e piantagioni di canna da zucchero. Oggi molti Guarani sono costretti a vivere in riserve sovraffollate o in campi ai margini della strada dove dilagano malnutrizione e malattie. Alcuni, come la comunità di Jeguaká nota come Krukutu, vivono vicino ad aree urbane come San Paolo e non hanno praticamente più terra.

A causa della perdita dei loro territori, i Guarani-Kaiowá del Mato Grosso do Sul soffrono del più alto tasso di suicidi al mondo, e i loro leader vengono presi di mira e uccisi ogni volta che cercano di rioccupare piccole aree della loro terra ancestrale.

I Guarani, Survival International e altre organizzazioni chiedono al governo brasiliano di rispettare la propria costituzione e la legge internazionale, e demarcare il territorio per l’uso esclusivo della tribù.

Di recente Coca-Cola, uno dei principali sponsor della Coppa del Mondo, è stata coinvolta nella lotta territoriale dei Guarani perché compra zucchero dal gigante americano Bunge, che a sua volta si rifornisce di canna da zucchero coltivata nella terra ancestrale della tribù. Per questo i Guarani hanno chiesto a Coca Cola di rispettare i loro diritti e smettere subito di comprare zucchero dalla Bunge.

A sinistra, la campagna pubblicitaria originale di Coca-Cola e FIFA. A destra, quella provocatoria di Survival, in cui un Indiano chiede 'Lasciate vivere i Guarani!
A sinistra, la campagna pubblicitaria originale di Coca-Cola e FIFA. A destra, quella provocatoria di Survival, in cui un Indiano chiede 'Lasciate vivere i Guarani!
© Survival International

Per sottolineare la triste ironia della pubblicità di Coca-Cola e FIFA, in cui si promuove la Coppa del Mondo utilizzando l’immagine di un Indiano sorridente accompagnata dalla scritta “Benvenuti alla Coppa di tutto il mondo”, Survival ha ideato un’immagine provocatoria in cui Nixiwaka, della tribù degli Yawanawa, chiede ‘Lasciate vivere i Guarani!’.

Per saperne di più sull’assalto del Brasile ai diritti indigeni, guarda la pagina che Survival ha dedicato al ‘Lato oscuro del Brasile’.

 

Condividi questa storia.

 

Aiuta i Guarani del Brasile

Il tuo sostegno è vitale per la sopravvivenza dei Guarani. Ecco cosa puoi fare:

Scrivi alla presidente del Brasile per chiederle di demarcare le terre dei Guarani e fermare l’assassinio dei loro leader;

Sostieni la campagna di Survival per i Guarani. Ogni euro raccolto aiuterà i Guarani a difendere i loro diritti umani, a riconquistare le terre ancestrali, a difendere le loro vite, a ripristinare i loro orti. Nessun importo sarà mai troppo piccolo.

Scrivi all’ambasciata brasiliana in Italia

Per altre forme di collaborazione, contatta Survival

Tieniti aggiornato

Iscriviti alla newsletter elettronica di Survival:

Ricevi le notizie in tempo reale:

 

o seguici su Internet:

Archivio notizie