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Akuntsu

 
 

Oggi gli Akuntsu occupano un piccolo appezzamento di terra nella foresta. Pur essendo stato ufficialmente riconosciuto e demarcato dal governo brasiliano, il loro territorio resta comunque circondato da allevamenti di bestiame e immense piantagioni di soia. Tutto intorno, le fattorie hanno ormai preso il posto delle foreste della Rondônia, un tempo molto estese e abitate da numerose tribù.

Vivono in un’unica comunità, in due piccole maloche di paglia (case comuni). Sono abili cacciatori – amano in particolare maiali selvatici, aguti e tapiri – e coltivano manioca e mais in piccoli orti. Raccolgono i frutti della foresta e talvolta pescano nei ruscelli.

Gli Akuntsu costruiscono flauti di legno che suonano durante le danze e i rituali, e indossano bracciali e cavigliere di fibre di palma. Invece delle tradizionali conchiglie, oggi portano al collo collane di plastica ricavate dai contenitori vuoti dei pesticidi abbandonati dagli agricoltori.

Inuteia, la più giovane donna degli Akuntsu, indossa collane di plastica, ricavate dai contenitori dei pesticidi abbandonati nelle loro terre dagli allevatori.
Inuteia, la più giovane donna degli Akuntsu, indossa collane di plastica, ricavate dai contenitori dei pesticidi abbandonati nelle loro terre dagli allevatori.
© Fiona Watson/Survival

Durante le cerimonie dipingono i loro corpi con l’urucu (tintura di annatto).

Konibu, il più anziano dei due uomini akuntsu, è uno sciamano. Utilizza le foglie di tabacco per mettersi in comunicazione con il mondo degli spiriti e soffia il suo fumo sulla famiglia e sui visitatori per tenere lontani gli spiriti maligni e purificare il corpo.