Un gruppo di cinque Kanoê fu contattato nel 1995 da alcuni operatori del FUNAI, il dipartimento per gli affari indiani del governo brasiliano. Poco dopo, i Kanoê parlarono al FUNAI dell’esistenza di un altro piccolo gruppo che viveva in condizione di totale isolamento, da loro chiamati Akuntsu.
Pochi mesi dopo, gli operatori riuscirono a stabilire un contatto con sette di loro, gli unici sopravvissuti ai massacri perpetrati dagli allevatori e dai loro uomini armati durante gli anni Settanta e Ottanta.
Oggi i tre Kanoê sopravvissuti e gli Akuntsu occupano un’area di foresta conosciuta con il nome di Omerê che, pur essendo stata ufficialmente demarcata, resta comunque circondata da gigantesche fattorie per l’allevamento del bestiame e la coltivazione della soia.
Gli Indiani vivono in due villaggi separati, in piccole maloche di paglia (case comuni). Sono abili cacciatori – pecari, aguti e tapiri sono prede molto ambite – e coltivano manioca e mais in piccoli orti. Raccolgono i frutti della foresta e talvolta pescano nei ruscelli.
Gli Akuntsu costruiscono flauti di legno che vengono utilizzati in danze e rituali e indossano bracciali e cavigliere fatte di fibre ricavate dalla palma. Le collane di conchiglie sono state sostituite da quelle in plastica ottenuta, peraltro, dai contenitori dei pesticidi abbandonati come spazzatura dagli agricoltori.
Nonostante la loro terra sia stata legalmente riconosciuta e il FUNAI mantenga una postazione permanente nella zona, gli Akuntsu e i Kanoê sono circondati da proprietari terrieri ostili.
Entrambi i gruppi portano i segni di gravi traumi: hanno vissuto in prima persona la decimazione del loro popolo e sono stati vittima delle violenze perpetrate dalle guardie armate assoldate dalle fattorie circostanti.
Sono timorosi e non concedono confidenza agli estranei. Nessuno ha una conoscenza approfondita della loro lingua è, perciò, è difficile per questo popolo esprimere i propri bisogni e raccontare la loro vera storia.
Come tutti i popoli molto isolati, sono estremamente soggetti a contrarre malattie trasmesse da estranei. A meno che gli Akuntsu non decidano di sposarsi all’interno di un altro gruppo indigeno, la loro piccola tribù scomparirà per sempre dalla faccia della terra.
Un altro piccolo gruppo di Kanoê, contattato alcune decine di anni fa, vive nella parte ovest dello stato di Rondônia.
Survival sta facendo pressione sul governo brasiliano perché le terre di tutti i popoli indigeni isolati e non-contattati del Brasile vengano individuate, riconosciute legalmente e protette. Se i loro diritti umani e i loro diritti collettivi non saranno riconosciuti e sostenuti, questi popoli cesseranno di esistere.
Sul sito inglese sono disponibili scioccanti immagini girate dalla campaigner di Survival durante la sua visita alla tribù. Per vederle, vai a: