Catastrofico progetto stradale: Indiani amazzonici in pericolo 16 marzo 2012

Il progetto di costruzione di una strada minaccia alcune delle ultime tribù incontattate del mondo.
Il progetto di costruzione di una strada minaccia alcune delle ultime tribù incontattate del mondo.

© G. Miranda/FUNAI/Survival

La più grande area protetta del Perù sta per essere attraversata da una strada che minaccia di distruggere la vita di migliaia di popoli indigeni.

Il progetto proposto taglierebbe attraverso due riserve indigene e un parco nazionale, esponendo migliaia di Indiani ai pericoli legati al traffico di droga, al disboscamento illegale e ai contatti indesiderati.

Inoltre minaccerebbe in modo diretto e immediato alcune delle ultime tribù incontattate rimaste al mondo, che vivono nelle aree protette dal governo.

I politici stanno oggi dibattendo la proposta. Secondo i sostenitori del progetto, la strada aprirebbe le porte allo “sviluppo” economico di zone dell’Amazzonia attualmente isolate.

Miguel Piovesan, un sacerdote cattolico assegnato alla piccola città di Puerto Esperanza, è tra i più attivi fautori del progetto. ll sacerdote aspira a collegamenti migliori tra la sua città, che confina con il Brasile occidentale, e il villaggio di Iñapari, situato molto più a sud.

Tuttavia, le organizzazioni indigene della regione sono contrarie, e si moltiplicano gli appelli al Congresso del Perù perché si indaghi più a fondo sulle ragioni del sacerdote.

L’80% delle 2.300 persone che vivono nell’area sono indigeni.

Ragazza Cashinahua dell’area di Purus, Perù. È una delle migliaia di Indiani minacciati dal progetto.
Ragazza Cashinahua dell’area di Purus, Perù. È una delle migliaia di Indiani minacciati dal progetto.

© David Hill/Survival

Secondo l’AIDESEP,, l’organizzazione nazionale degli indigeni peruviani, “la strada, ben lungi dal risolvere il presupposto isolamento della provincia, porterebbe solo degrado e distruzione."

Flora Rodriguez, dell’organizzazione locale indigena FECONAPU, si è espressa in modo concorde: “La strada non significa sviluppo. Sta creando divisione. La strada non ha senso per noi, porterebbe solo morte, perché la foresta è vita.”

“Questo progetto non solo mette a rischio la vita di migliaia di indigeni" ha commentato oggi Stephen Corry, direttore generale di Survival International, "ma si fa anche gioco delle leggi del Perù”. Se il progetto andrà avanti senza che i popoli indigeni siano consultati, sarà devastata una delle aree amazzoniche più importanti per gli Indiani isolati e incontattati.”

 

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