Brasile: Coca Cola coinvolta nella lotta per la terra dei Guarani 16 dicembre 2013

"Il leader di una comunità guarani ha lanciato un appello disperato per chiedere la restituzione della terra ancestrale della tribù."
"Il leader di una comunità guarani ha lanciato un appello disperato per chiedere la restituzione della terra ancestrale della tribù."

© Sarah Shenker/Survival

AZIONE URGENTE

Manda subito una lettera all’amministratore delegato di Bunge Brasile per chiedere che la compagnia smetta immediatamente di comprare la canna da zucchero coltivata nella terra guarani.

Grazie.


I Guarani del Brasile hanno chiesto a Coca Cola di smettere di comprare zucchero dal gigante alimentare americano Bunge, coinvolto in un caso scandaloso di accaparramento di terra.

Un recente rapporto di Oxfam infatti, ha rivelato che Coca Cola si rifornisce di zucchero dalla Bunge la quale, a sua volta, compra canna da zucchero dalla terra rubata ai Guarani per produrre biocarburanti “macchiati di sangue indiano”.

“Coca Cola deve smettere di comprare zucchero dalla Bunge” ha detto un portavoce Guarani a Survival International. “Mentre queste compagnie si arricchiscono, noi soffriamo la fame, la miseria e gli omicidi.”

La comunità di 379 Guarani di Jata Yvary, nello stato brasiliano del Mato Grosso do Sul, ha perso gran parte della sua terra ancestrale a causa delle piantagioni da cui proviene la canna da zucchero venduta alla Bunge. Oggi la tribù è costretta a vivere in un piccolo appezzamento di terra completamente circondato dalle coltivazioni.

"Coca-Cola compra lo zucchero da un gigante dell'industria alimentare americana coinvolto nella lotta per la terra in Brasile. "
"Coca-Cola compra lo zucchero da un gigante dell'industria alimentare americana coinvolto nella lotta per la terra in Brasile. "
© Survival

I Guarani hanno gravi problemi di salute a causa dei pesticidi tossici che vengono spruzzati sulle piantagioni, e soffrono per la perdita delle loro foreste da cui dipendevano per cibo, medicine e abitazioni.

“Gli allevatori hanno distrutto quasi tutta la nostra foresta, le nostre piante medicinali, i nostri frutti e le nostre risorse” ha denunciato Arlindo, leader della comunità di Jata Yvary, in un commovente video-appello. “Ai bambini viene il mal di testa e cominciano a vomitare.”

Guarda l’appello di Arlindo (in inglese): 

I Guarani rappresentano l’altra faccia della crescente domanda mondiale di biocarburanti. La maggior parte della terra della tribù, infatti, è stata rubata e occupata da potenti allevatori che la utilizzano per il bestiame, per la soia e per la produzione di canna da zucchero.

I leader guarani che lottano per i loro diritti territoriali vengono sistematicamente presi di mira e assassinati. Inoltre, molti Guarani si sono tolti la vita a causa della difficile situazione in cui vivono: il tasso di suicidi della tribù è di 34 volte superiore alla media nazionale brasiliana.

Ambrósio Vilhalva, protagonista del film pluripremiato film di Marco Bechis “Birdwatchers – La terra degli uomini rossi” in cui si racconta la triste condizione della sua tribù, è l’ultimo leader in ordine cronologico ad essere stato assassinato.

Guarda l’ultima intervista rilasciata a Survival da Ambrosio, inframezzata a scene del film (in italiano): 

Di recente la Coca Cola si è impegnata a rispettare la politica di tolleranza zero di Oxfam verso l’accaparramento di terra e a “riconoscere e salvaguardare i diritti delle comunità e dei popoli tradizionali a mantenere l’accesso alla terra e alle risorse naturali.”

Survival ha sollecitato la Bunge a smettere di comprare canna da zucchero proveniente dalla terra guarani, ha scritto alla Coca Cola, e ha più volte fatto appello alle autorità brasiliane affinché la terra della tribù sia mappata con urgenza, prima della Coppa del Mondo 2014.

“Le multinazionali sono maestre nell’arte di aggirare le critiche con promesse di cambiamento, ma la politica è inutile se non seguono azioni concrete” ha commentato oggi Stephen Corry, direttore di Survival. “Per prendere sul serio l’impegno della Coca Cola, la compagnia deve smettere di comprare zucchero dalla Bunge. Fino a quando questo accordo continuerà, l’impegno che la multinazionale ha preso contro l’accaparramento di terra sarà privo di significato.”

 

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