E-mail urgente

India: fermiamo l’attacco ai diritti indigeni

© Harshit Charles/Survival

In India, gli Adivasi (indigeni) sono sotto attacco. Vengono derubati delle loro terre e risorse, a milioni rischiano di essere sfrattati e la ricca diversità delle loro culture è minacciata dall’agenda pro Hindutva (nazionalismo hindu) del governo del Primo Ministro Narendra Modi. Nonostante la nuova riforma agricola abbia scatenato le più grandi proteste mai avvenute, Modi continua inesorabilmente con il suo programma autoritario e favorevole alle imprese.

L’attuale governo riscrive le leggi, straccia le misure di tutela, impone politiche draconiane e attacca la diversità. Stiamo assistendo al più grave assalto agli Adivasi degli ultimi decenni, intensificato anche con il pretesto del Covid-19.

In tutta l’India, le comunità adivasi stanno proteggendo le loro foreste e le loro terre dai mega progetti estrattivi promossi da Modi e dagli industriali suoi amici. Il governo ha cercato senza sosta di minare il Forest Rights Act (FRA), d’importaza vitale per le comunità indigene. E, poiché il governo non ha difeso il FRA da un attacco dei conservazionisti, la Corte Suprema indiana ha ordinato lo sfratto di milioni di persone che abitano le foreste.

Sappiamo che protestare fa la differenza! Per favore, scrivi subito una e-mail a Narendra Modi e ai suoi Ministri per esortarli a fare tutto il possibile per fermare gli sfratti ordinati dalla Corte Suprema e garantire che i diritti degli Adivasi siano rispettati in toto, sia nella forma sia nel contenuto.



a: Ministers for Tribal Affairs and Environment and Forests

Target email addresses:[email protected]

CC email addresses: [email protected][email protected]

Egregio Primo Ministro Modi, e Ministri Munda e Javadekar,

i popoli tribali dell’India stanno subendo un attacco senza precedenti ai loro diritti, ai loro mezzi di sostentamento, alle loro terre e alle loro vite. Anziché proteggerli, il vostro governo sta attivamente permettendo che si verifichi questo attacco attraverso politiche favorevoli alle imprese, come la famigerata riforma agricola, attraverso il furto delle terre adivasi per progetti di conservazione e “sviluppo”, e attraverso l’imposizione di politiche draconiane che mirano alla distruzione della diversità.

Per il futuro dei popoli indigeni del paese e delle foreste che proteggono, è essenziale che lo sfratto di massa di milioni di Adivasi ordinato dalla Corte Suprema non sia attuato.

È altresì importante che non siano avviati ulteriori piani di sviluppo minerario o infrastrutturale senza il consenso libero, previo e informato dei gram sabha (consigli dei villaggi), senza complete valutazioni di impatto ambientale e il riconoscimento dei diritti garantiti dal Forest Rights Act.

I Panchayat (Extension to Scheduled Areas) e il Forest Rights Act devono essere pienamente implementati e rispettati, e chi rivendica i propri diritti costituzionali non dovrebbe essere demonizzato o arrestato.

Cordiali saluti.