Primi passi verso lo sfratto dei disboscatori dalla terra degli Awá 7 novembre 2013

Gli Awá sono stati spinti sull'orlo dell'estinzione da ondate di taglialegna, allevatori e coloni illegali che hanno invaso le loro terre.
Gli Awá sono stati spinti sull'orlo dell'estinzione da ondate di taglialegna, allevatori e coloni illegali che hanno invaso le loro terre.

© Toby Nicholas/Survival

Il Brasile sta compiendo i passi preliminari per lo sfratto di migliaia di taglialegna e coloni illegali dalla terra degli Awá, la tribù più minacciata del mondo. Gli invasori sono stati informati che, se non lasceranno subito l’area spontaneamente, saranno espulsi.

Survival ha saputo che il dipartimento brasiliano agli affari indigeni (FUNAI) sta anche intimando ai coloni che hanno abbattuto illegalmente la foresta pluviale di non piantare nuove colture dal momento che dovranno andarsene prima del prossimo raccolto.

Gli Awá sono una delle ultime tribù nomadi del Brasile. La loro terra è invasa sin dagli anni ‘70 da ondate di taglialegna, allevatori e coloni illegali che li hanno portati sull’orlo dell’estinzione. Gli invasori hanno distrutto vaste aree della foresta della tribù e hanno massacrato intere famiglie awá.

Lo sfratto degli invasori illegali è sempre più urgente poiché in dicembre inizierà la stagione delle piogge e, allora, per le forze di terra del governo sarà praticamente impossibile condurre l’operazione.

Mentre si diffondono le notizie dello sfratto imminente, taglialegna e allevatori protestano e chiedono che al territorio degli Awá sia tolta la qualifica di area indigena. Alcuni affermano addirittura che la tribù non esiste. In giugno è stata condotta un’operazione contro la deforestazione intorno al territorio awá; ma i taglialegna che si trovano all’interno della terra della tribù, dove il disboscamento illegale è più intenso, non sono stati espulsi.

Un'operazione di terra condotta nel giugno scorso contro la deforestazione attorno al territorio degli Awá, non è riuscita a rimuovere i taglialegna operanti all'interno.
Un'operazione di terra condotta nel giugno scorso contro la deforestazione attorno al territorio degli Awá, non è riuscita a rimuovere i taglialegna operanti all'interno.

© Exército Brasileiro

“Siamo molto preoccupati” ha detto a Survival un uomo Awá. “È davvero grave che i taglialegna rubino il nostro cibo. Ministro della Giustizia, per favore, aiutaci subito. Manda subito la polizia!”

Per sollecitare l’intervento, i sostenitori di Survival hanno inviato più di 54.000 lettere al Ministro della Giustizia che da qualche tempo sta anche ricevendo una ‘Awáicon’ al giorno. A seguito di un’istanza presentata da Survival in collaborazione con l’ONG brasiliana CIMI, il governo è ora oggetto di un’indagine da parte del principale organo per i diritti umani del continente americano, la IACHR, proprio in merito alla situazione degli Awá. La campagna di Survival è sostenuta anche da molte celebrità, tra cui l’attore Claudio Santamaria, il premio Oscar Colin Firth, la stilista britannica Vivienne Westwood, il ciclista Andy Schleck e il fotografo brasiliano Sebastião Salgado.

“Proprio mentre migliaia di turisti si preparano a visitare il paese per la Coppa del Mondo, l’attenzione internazionale è sul Ministro della Giustizia – il Brasile rischia di danneggiare gravemente la sua reputazione a causa dei ritardi negli sfratti” ha dichiarato oggi il Direttore generale di Survival International, Stephen Corry. “Riuscirà il governo a rispettare l’impegno di cacciare gli invasori illegali prima delle piogge?”

 

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