Sri Lanka: guardaparco uccide un indigeno sorpreso a cacciare 27 marzo 2012

Una famiglia Wanniyala-Aetto. La tribù vuole ritornare nella sua terra ancestrale, nel Parco Nazionale Maduru Oya.
Una famiglia Wanniyala-Aetto. La tribù vuole ritornare nella sua terra ancestrale, nel Parco Nazionale Maduru Oya.
© Survival

Un guardaparco dello Sri Lanka ha sparato, ferendolo a morte, a un giovane uomo della tribù dei Wanniyala-Aetto perché cacciava sulla terra ancestrale del suo popolo.

Fonti locali riferiscono che Thalawarige Sunila stava cacciando all’interno del parco nazionale quando è stato colpito e ucciso dalla guardia forestale.

Nonostante avesse un permesso che gli consentiva di stare nel parco, non aveva l’autorizzazione per cacciare. La guardia è stata arrestata.

I Wanniyala-Aetto, comunemente chiamati Vedda dagli esterni, non hanno il permesso di cacciare e raccogliere senza autorizzazione nella loro foresta dal 1983, quando l’area è diventata parco nazionale.

Oggi vivono ammassati su piccoli appezzamenti di terra fuori dal parco; molti stentano a trovare cibo per sfamare la propria famiglia.

Non è la prima volta che i Wanniyala–Aetto vengono uccisi per aver cacciato nella loro foresta ancestrale. Negli ultimi anni, altri tre membri della tribù, tutti muniti di autorizzazione, sono stati uccisi con arma da fuoco dalle guardie del parco.

Molti Wanniyala-Aetto vogliono tornare nella loro terra, nel Parco Nazionale di Maduru Oya, e poter cacciare e raccogliere frutti con cui nutrirsi, liberi da persecuzioni e violenze.

“Se la prossima generazione crescerà qui, imparerà a bere, fumare e giocare d’azzardo” ha raccontato a Survival un Wanniyala-Aetto chiamato Tapal Bandialetto. “Tutte cose sbagliate. Devono ritornare nella giungla finché sono ancora giovani e ritrovare la vita tradizionale. Stiamo perdendo tutto.”

 

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