Uganda: “Pigmeo” Batwa rischia il carcere nel nome della conservazione

Kafukuzi Valence nella sua cella a Kisoro, in Uganda, 2017.
Kafukuzi Valence nella sua cella a Kisoro, in Uganda, 2017.

© Alex Ahimbisibwe/Batwa Development Organisation

Un uomo ‘Pigmeo’ Batwa rischia fino a cinque anni di carcere per aver cacciato una piccola antilope nel Parco Nazionale Impenetrabile di Bwindi, in Uganda, un’area protetta da cui i Batwa sono stati sfrattati violentemente e illegalmente.

Kafukuzi Valence, che oggi dovrà comparire in tribunale, sostiene che l’antilope si era allontanata in un campo adiacente al parco. La polizia del distretto avrebbe riferito alla famiglia che l’uomo potrà essere rilasciato dietro il pagamento di 5.700.000 scellini ugandesi (circa 1600 dollari). I Batwa solitamente ricevono salari da meno di un dollaro al giorno.

Il parco è stato creato nelle terre ancestrali dei cacciatori-raccoglitori Batwa nel 1991, con il supporto del WWF (il Fondo Mondiale per la Natura) e senza il consenso dei Batwa. Oggi gli indigeni sono accusati di “bracconaggio” perchè cacciano per nutrire le loro famiglie.

I Batwa sono stati sfrattati illegalmente dalle loro terre ancestrali che ora si trovano all’interno del Parco Nazionale Impenetrabile di Bwindi e del Parco Nazionale dei gorilla di Mgahinga.
I Batwa sono stati sfrattati illegalmente dalle loro terre ancestrali che ora si trovano all’interno del Parco Nazionale Impenetrabile di Bwindi e del Parco Nazionale dei gorilla di Mgahinga.

© Bagaragazagod

“Un giorno, mentre eravamo nella foresta abbiamo visto arrivare delle persone con delle pistole, e ci hanno detto di andarcene dalla foresta. Eravamo molto spaventati; abbiamo iniziato a correre senza sapere dove andare, e alcuni di noi sono scomparsi. O sono morti o non sappiamo dove siano andati. A causa degli sfratti ora siamo tutti lontani gli uni dagli altri”, ha ricordato un altro uomo Batwa.

I Batwa rischiano l’arresto e la reclusione per lo “sconfinamento” nel Parco Nazionale di Bwindi o in quello vicino di Mgahinga, dal quale altri indigeni sono stati sfrattati. I Batwa incarcerati sono spesso costretti a lavorare nel settore delle costruzioni o dello smaltimento di rifiuti. Le denunce di abusi risalgono almeno al 2001, quando un uomo Batwa sarebbe stato ucciso con un colpo di pistola dalle guardie che lo avevano trovato all’interno del Parco di Bwindi.

Nel 2013, i Batwa hanno consegnato una petizione alla Corte Costituzionale ugandese, chiedendo giustizia per la violazione dei loro diritti territoriali. Il caso è ancora aperto.

Aggiornamento del 10 febbraio 2017: Kafukuzi dovrà ricomparire di fronte ai giudici il 15 febbraio. Fino ad allora rimarrà in custodia cautelare.