Il WWF sapeva: rapporto trapelato svela che il WWF sapeva degli abusi ai ‘Pigmei’

Quest’uomo Baka è stato picchiato dai guardaparco. Survival ha parlato con decine di vittime di violenze analoghe in tutto il bacino del Congo.
Quest’uomo Baka è stato picchiato dai guardaparco. Survival ha parlato con decine di vittime di violenze analoghe in tutto il bacino del Congo.

© Survival International

È trapelato un rapporto interno commissionato dallo stesso WWF (Fondo Mondiale per la Natura) in merito all’impatto delle sue attività di conservazione sui ‘Pigmei’ Baka del Camerun. Il rapporto, di cui il WWF aveva negato l’esistenza, rivela che:

- Il WWF sapeva che i Baka non erano stati consultati in merito ai parchi nazionali che si sono presi la loro terra. Tuttavia, da allora l’organizzazione ha sempre sostenuto pubblicamente che ci fosse “un alto livello… di consenso tra la comunità”.

- Alcuni guardaparco che pattugliano l’area “si comportano come signori e padroni” nei confronti dei Baka, lanciando “operazioni pugno di ferro”… “terrificanti”. Nonostante questo, un portavoce del WWF ha affermato che i guardaparco “compiono la loro funzione specifica di proteggere le foreste e di rendere sicuri l’accesso e le aree delle comunità della foresta, inclusi quelli dei Baka.”

- Quando le comunità riferiscono delle violazioni, molti dei responsabili degli abusi non vengono puniti “nonostante le denunce della comunità, supportate da prove”. Ma il WWF continua ad affermare pubblicamente che “quando un comportamento inaccettabile è arrivato all’attenzione del WWF… il WWF ha affrontato la questione in modo diretto e con enfasi [presso il governo], e il comportamento è parso migliorare”.

Senza accesso alla loro terra ancestrale, i Baka hanno visto la loro salute deteriorarsi e oggi si ritrovano ad affrontare un futuro incerto.
Senza accesso alla loro terra ancestrale, i Baka hanno visto la loro salute deteriorarsi e oggi si ritrovano ad affrontare un futuro incerto.

© Survival International

- “[Gli abusi dei guardaparco] colpiscono la maggior parte dei villaggi locali”

Contrariamente alle sue stesse linee guida, il WWF non ha mai diffuso il rapporto, nonostante le richieste di Survival e degli attivisti baka. In un’intervista alla rivista ambientalista Mongabay, Phil Dickie, “responsabile della gestione dei problemi” per il WWF, ha negato che l’organizzazione avesse commissionato un’indagine in merito alle accuse mosse da Survival International.

Nel febbraio 2016, Survival ha presentato un’istanza formale al Punto di Contatto Nazionale svizzero per le Linee Guida dell’OCSE in merito alle attività del WWF in Camerun. L’istanza è stata accolta nel dicembre 2016: è la prima volta che un’organizzazione no profit viene esaminata secondo questa procedura.

“Un tempo la foresta era per i Baka, ma ora non lo è più. Camminavamo nella foresta a seconda delle stagioni, ma oggi abbiamo paura. Come possono proibirci di andare nella foresta? Non conosciamo un altro modo di vivere. Ci picchiano, ci uccidono e ci costringono a fuggire.”

Il racconto di un uomo Baka dopo la morte di una bambina nel nome della conservazioneI “Pigmei” Baka vengono sfrattati illegalmente dalle loro terre ancestrali in Camerun e in Congo.

Quest’uomo spiega l’importanza della foresta per la vita dei Baka, e racconta di come una bambina e un uomo anziano sono morti quando la loro comunità è stata attaccata da una squadra anti-bracconaggio finanziata dal WWF.

“Il WWF commissiona un rapporto per valutare l’impatto delle sue attività sui Baka, includendo presumibilmente anche le accuse di abusi commessi dai guardaparco che l’associazione finanzia. Il rapporto conferma che gli abusi sono molto diffusi e che sono all’ordine del giorno, e allora il WWF nega l’esistenza del rapporto. È arrivato il momento che questa grande organizzazione della conservazione faccia i conti con le responsabilità che ha verso coloro che si sono visti derubare della loro terra ai fini della conservazione” ha dichiarato oggi il direttore generale di Survival Stephen Corry. “Ed è anche giunto il momento che il mondo si renda conto degli orrori che vengono commessi nel nome della conservazione. Non si tratta solo del Camerun nè solo del WWF: dietro l’industria della conservazione c’è una lunga storia di furti di terre indigene. È colonialismo verde e stiamo facendo tutto il possibile per contrastarlo. Molti conservazionisti sanno che i popoli indigeni sono i migliori custodi del mondo naturale, ed è per questo che le grandi organizzazioni della conservazione dovrebbero iniziare ad ascoltarli invece che essere coinvolti nella loro distruzione.”

Clicca qui per confrontare quanto è scritto nel rapporto interno del WWF in merito agli abusi dei Baka con quello che il WWF ha affermato pubblicamente e quello che dicono i Baka stessi. Il rapporto integrale è disponibile su richiesta.

“Pigmei” è un termine collettivo usato per indicare diversi popoli cacciatori-raccoglitori del bacino del Congo e di altre regioni dell’Africa centrale. Il termine è considerato dispregiativo e quindi evitato da alcuni indigeni, ma allo stesso tempo viene utilizzato da altri come il nome più facile e conveniente per riferirsi a se stessi.